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    Massi
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    Una volta in Australia ci sono una serie di cose da fare prima di potersi lanciare liberamente alla scoperta di terra rossa e spiagge mozzafiato. Se si è entrati con un visto turistico non ci sono problemi di sorta, mentre chi ha intenzione di rimanere con un Working Holiday Visa o con un Temporay Work Visa deve prima sistemare un paio di questioni. Riguardo la copertura sanitaria, un accordo particolare fra il Governo italiano e quello australiano assicura la gratuità del servizio ospedaliero (grattatina scaramentica) per tutta la durata della permanenza, mentre per i primi soli sei mesi il ‘viaggio’ in ambulanza è rimborsato. Oltre sei mesi bisogna pagare l’eventuale trasporto che si aggira sugli 800 $. eh già, in Australia niente costa poco… benzina a parte. Solo da noi ed in Turchia raggiunge cifre astronomiche! Misteri del Bel Paese… Passando la discorso lavorativo: per esercitare una professione legalmente bisogna avere il proprio TFN o Tax File Number (l’equivalente del nostro codice fiscale). La richiesta si fa gratuitamente qui: http://www.ato.gov.au/youth/content.aspx?doc=/content/40962.htm&mnu=11648&mfp=001/013 ed il codice viene inviato per posta all’indirizzo indicato. Nel caso di lavoro autonomo, si deve far richiesta dell’ABN o Australian Business Number (l’equivalente della nostra Partita IVA) ed il sito cui fare riferimento è: http://www.business.gov.au/BusinessTopics/Registrationandlicences/Registerfortaxation/Pages/RegisterforanAustralianBusinessNumber(ABN).aspx . Altra cosa da sapere è che, da cittadini stranieri, dal primo luglio di ogni anno si può fare richiesta di rimborso per le tasse pagate al Governo e, tranne alcune limitazioni, si possono reclamare quasi interamente. Questo permette di incrementare ancora di più le entrate annue e regala sorrisi a quasi tutti i lavoratori stranieri. In generale, gli stipendi sono molto alti e si va dai 15 $ l’ora dei lavori meno pagati alla media dei 25 $ della maggioranza degli incarichi che richiedono un minimo di capacità in più. Incredibilmente (e soprattutto nel Western Australia) i lavori più richiesti e più remunerativi sono: carpentiere, muratore, meccanico, idraulico ed elettricista. In tali casi, la paga oraria arriva anche ai 75 $ l’ora. Se si ha la possibilità di andare a lavorare in miniera: ingegneri, geologi ed autisti di camion potranno comprare una villa al termine di un singolo anno di lavoro. Non male, eh? Un professionista europeo ci mette pochi secondi a trovare lavoro, visti gli alti standard professionali offerti da chi proviene dal Vecchio Continente. Difatti, le capacità lavorative dei locali non sono lontanamente paragonabili a quelle dell’Europa. Qui la concorrenza è meno accentuata e, specialmente in campo medico (ahimé) ho sentito ‘professionisti’ pronunciare delle eresie da far rabbrividire. Durante un colloquio di lavoro la stessa intervistatrice mi ha detto: “Se vuoi un lavoro (si parlava di muratori) fatto bene, lascia perdere gli australiani, chiama un italiano!” Sono soddisfazioni… Cambiando argomento: in Australia gli affitti si pagano settimanalmente (di norma fra i 140 $ ed i 200 $ a settimana), e si riceve lo stipendio con la medesima cadenza. Come detto più volte, tutto costa tantissimo ed in alcune aree isolate (specialmente al Nord) i prezzi salgono a dismisura per benzina, generi alimentari e servizi. Andare a cena fuori può sbalordire all’atto di ricevere lo scontrino, ma senza eccedere e con un lavoro decente si ha possibilità di metter da parte una bella sommetta entro poco tempo. Le auto e le moto costano molto più che in Europa, ma si trovano anche mezzi economici con chilometraggi assurdi (qui un’auto con 200’000 km è seminuova) ancora perfettamente funzionanti a prezzi modici. In definitiva, lo stile di vita è sostanzialmente diverso dal nostro visto che i locali guadagnano tanto e spendono altrettanto, cambiano auto due volte l’anno e hanno case sproporzionatamente grandi. Ma per i numerosi giovani che viaggiano, lavorano e vivono l’esperienza australiana, vivere adeguatamente senza spendere follie e risparmiare velocemente i soldi necessari a ripartire verso nuovi lidi sono obiettivi ad un palmo di distanza. Il mio consiglio è di venire a provare e rendersi conto di come è l’ambiente: può piacere o meno, i pregi ed i difetti ci sono come in ogni parte del mondo e, vivere in un Paese con grosse diversità culturali può stancare dopo poco. Le critiche maggiori additate agli australiani sono: l’essere assolutamente pigri (roba che la siesta spagnola è pura frenesia al confronto), avere uno scarsissimo background culturale e una innata propensione al bere ettolitri di birra. Eppure sono tutti molto rilassati, rispettosi del prossimo e dell’ambiente ed assolutamente disponibili a fornire aiuto e consigli in ogni momento ed in ogni dove. Sicuramente, se siamo agli antipodi rispetto all’Italia di caratteristiche diverse ce ne sono a bizzeffe. Scommessa Australia: prendere o lasciare?

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