Gli angeli esistono…

Sveglia presto (considerando il monte ore complessivo di ore di sonno di questi giorni), Scilla prepara le ultime cose e poi via per una bella colazione prima di separarci. È passato tanto tempo da quando abbiamo iniziato la nostra ‘convivenza’ nepalese e… sinceramente ora mi fa strano dover organizzare i miei prossimi giorni senza di lei.

Che fatica!

Sveglia presto per mettermi subito in marcia, ma la nebbia stamane è fittissima e sono costretto a posticipare i miei intenti. Nonostante decida di avviarmi alle 8:15, la visibilità è davvero pessima e faccio ancor più fatica a vedere qualcosa. Lentamente e con prudenza, supero alcuni paesini situati lungo le strade principali, indi mi dirigo decisamente verso Est.

Rallentando

I primi chilometri in territorio nepalese mi rivelano uno scenario completamente diverso da quello si qui visto: la natura è semplicemente rigogliosa, ma per poterla vedere bisogna guardare attraverso veri e propri strati d’acqua! Mi avevano avvisato della brina mattutina, ma qua si tratta fare la doccia mentre si cammina! In pochi chilometri la visiera del casco è coperta di condensa e sono costretto ad aprirla. Gli occhiali mi consentono di procedere, altrimenti ad occhi scoperti non so quanto sarei durato. Ma dopo 30 km devo fermarmi, ho a faccia congelata.

A piedi!

C’è poco da fare: il cammino è ancora lungo, il tempo stringe… mi butto in autostrada fermamente deciso a macinare quanti più chilometri riesca a fare. Mi fermo per mettere l’abbigliamento invernale: al calare del sole fa veramente freddo e sono senza cupolino. Di aria me ne arriva meno di quel che pensassi, tuttavia ora la mia RD04 assomiglia più ad una RD03…

Mutilata!

Sveglia presto, nonostante non abbia dormito granché grazie ai clacson dei camion di passaggio ed alla televisione del ristorante… udibile anche dagli U.F.O. nello spazio più remoto! Pulisco ed ingrasso la catena, ma ci metto un macello di tempo a rimontare il tutto sulla moto, soprattutto a causa della tenda che non vuole proprio rientrare nel suo involucro…

Slalom!

Sveglia all’alba, carico la moto sfidando nugoli di zanzare, sotto lo sguardo attento di Ravidev, il quale vuole salutarmi nonostante sia mezzo rintronato e debba andare al lavoro fra cinque ore. Parto così presto per mettere quanta più strada sotto le ruote entro pranzo.

Via la corazza

Trascorro giorni nervosi e un po’ incolori… sono nella fantastica India, tuttavia sono inchiodato ad un lento PC per verificare le informazioni relative la motocicletta. E-mail, allegati, inoltri, solleciti, ricerche… farciti da ‘tante belle parole’.! Sembra che la faccenda sarà più complicata del previsto.

Anestetizzato

Sto cercando di definire la prima sensazione che ho avuto una volta fuori dall’aeroporto… non riesco a concretizzare con una sola parola, non ce la faccio. D’altronde, sono in India: qui gli aggettivi non bastano mai. In molti me ne hanno parlato, tanti hanno provato a raccontarmi le proprie esperienze in questa terra misteriosa…

Un Tricolore messo male

Ultima notte a Tehran: controllo il mio ‘divano’ su Couchsurfing, rispondo alla e-mail dei miei genitori, invio un po’ di documenti ad alcune compagnie in India per capire come liberare la moto dalla sua ‘prigione a forma di parallelepipedo’, doccia, barba e un po’ di relax… neppure il tempo di mettere su il tè (curiosità: qui il cubetto di zucchero va tenuto in bocca anziché diluito nella tazza) che sono le due di notte ed il taxi è fuori che mi aspetta.